I feromoni

I feromoni

Si parla tanto del feromone come di un profumo magico con la forza di attirare tra loro tutti i cani nel suo raggio d’azione, compriamo anche prodotti per animali a base di feromoni, ma cosa sappiamo davvero su queste sostanze?

Molta gente crede che ormoni e feromoni siano la stessa cosa, in realtà non è così ma si può dire che entrambi fanno parte di un meccanismo chimico di comunicazione che ha un inizio e una fine. Partendo da un ecosistema, tutte le sostanze che regolano l’organizzazione e il mantenimento in vita delle specie di quell’ecosistema sono dette ecomoni, alcuni tra questi hanno il compito di permettere la comunicazione tra ogni individuo e sono detti coattoni. Questi ultimi, che non sono persone dai modi rozzi ma molecole, possono agire all’interno dell’animale che li produce come endocoattoni (ed ecco a voi i cari vecchi ormoni!) oppure uscire ed essere captati da altri animali della stessa specie come esocoattoni intraspecifici, ovvero i feromoni che tanto aspettavamo.

Ogni animale, quindi, libera feromoni che hanno diverse funzioni: quelli sessuali coinvolti nel corteggiamento e accoppiamento, quelli territoriali che segnano il “confine” dello spazio proprio di ciascun animale, quelli di pericolo liberati in situazioni rischiose, e quelli sociali utili proprio per la comunicazione tra soggetto e soggetto.

Un esempio pratico lo troviamo nei collari e nei diffusori a base di DAP che noi comportamentalisti consigliamo per i cuccioli o per i cani insicuri; il DAP è quel feromone che viene prodotto dalla madre per attirare i cuccioli alla poppata e allo stesso tempo rilassarli. E non dimentichiamo, sempre parlando di rapporto madre-figlio che, quando la mamma pulisce leccandoli i cuccioli appena nati, sta già memorizzando le loro singole identità grazie ai loro segnali feromonali.

Ma quali sono le parti del corpo che secernono i feromoni? Oltre a trovarli nelle feci, urine, saliva ed altri fluidi corporei, esistono molte ghiandole, sparse in tutto il corpo, che li liberano nell’ambiente: ghiandole paranali, ghiandole che si trovano sopra e sotto la coda, sul collo, sulle labbra e sui piedi. Una volta nell’ambiente i feromoni vengono percepiti dagli altri cani tramite organi olfattivi specifici che convogliano il messaggio ad una parte della corteccia cerebrale, questa lo elaborerà e, come conseguenza, il cane adotterà un comportamento adeguato alla situazione. Pensate che, mentre nell’uomo quest’area della corteccia è sotto l’1%, nel cane arriva al 10%.

Perciò, la prossima volta che uscite con il vostro amico peloso concedetegli tutto il tempo per annusare il mondo intorno a lui.

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