La passeggiata

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La passeggiata

Prima di uscire dobbiamo ricordare che siamo in due, quindi se siamo arrabbiati con qualcuno o per qualcosa che ci è successo, o semplicemente non abbiamo voglia di uscire, è meglio rimandare la passeggiata a quando il nostro umore sarà migliorato, perché la nostra tensione emotiva verrà letta dal nostro amico come un fattore ansiogeno per se stesso, inoltre la passeggiata con il nostro cane deve essere dedicata solo ed esclusivamente a lui, e tutta la nostra concentrazione e attenzione deve essere sulla relazione che si viene a stabilire al momento dell’uscita.

Per lo stesso motivo dobbiamo evitare di portare il cane con noi come accompagnatore per andare a fare la spesa o se abbiamo fretta di arrivare in un posto.

Quando siamo pronti a “vestire” il nostro amico con guinzaglio e collare o pettorina, ci possiamo trovare davanti il cucciolo eccitatissimo che non riesce a stare fermo un secondo oppure il cane tranquillo. Solo nel primo caso dobbiamo fare qualcosa: possiamo aspettare che il cane si calmi da solo e, solo a quel punto, fargli indossare il collare e allo stesso tempo dirgli qualche parola dolce per premiarlo, ma senza esagerare con i movimenti del corpo e delle mani per evitare che si scateni di nuovo; se il nostro cane ha già imparato il comando “seduto”, possiamo chiederglielo per poi premiarlo con collare, guinzaglio e uscita dalla porta di casa.

Una volta in strada dobbiamo permettere al nostro cane di esplorare l’ambiente circostante, annusare e marcare (ovviamente nel caso delle marcature evitiamo che sporchi dove non dovrebbe). Ricordiamoci di non tendere il guinzaglio né strattoniamo il cane quando si avvicina dove non deve, ma cerchiamo di anticiparlo richiamando la sua attenzione o evitando di recarci proprio dove non vogliamo che vada.

Quanto detto vale anche se da lontano vediamo un’altra coppia uomo-cane; da bravi interpreti dei segnali del nostro cane vedremo se i due quadrupedi hanno buone o cattive intenzioni: nel primo caso possiamo avvicinarci e, dove possibile e con il consenso dell’altro proprietario, lasciamo liberi di giocare i nostri cani, se ci troviamo invece in un luogo dove non possiamo farli giocare sciolti o nel caso in cui ci accorgiamo di una qualche tensione o allerta tra loro, agiamo allontanandoci dall’altra coppia (magari imbocchiamo un’altra strada) sempre senza tirare, tendere o strattonare il guinzaglio, ma attirando l’attenzione del nostro compagno.

La grande sciagura che ci capita quando usciamo con il nostro cane sono le persone che si fiondano su di lui per volerlo accarezzare. Purtroppo possiamo limitarci a istruire la persona su come avvicinarsi al nostro cane (e non è detto che ci ascolti) per non farlo spaventare. È un problema questo che va risolto a monte insegnando, mediante campagne informative, come comportarsi con i cani degli altri; per quanto riguarda i bambini devono pensarci i genitori ad educarli affinché ci chiedano sempre il permesso prima di avvicinarsi al cane, perché potrebbero trovarsi davanti un animale fobico che potrebbe reagire in un modo traumatizzante per il bambino stesso.

Se proprio vogliamo interagire con un cane al guinzaglio e sconosciuto, dobbiamo ricordarci di non fissarlo negli occhi, di metterci alla sua altezza e aspettare che sia lui ad avvicinarsi, e comunque non insistere a tutti costi per poterlo toccare o attirare verso di noi, rinunciamo all’idea di voler imitare Francesco d’Assisi con il lupo di Gubbio non appena vediamo che il cane indietreggia quando ci avviciniamo e lasciamogli godere una passeggiata tranquilla con il suo familiare.

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