Socializzare il cane: una bufala o una necessità?

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Socializzare il cane: una bufala o una necessità?

Ormai sembra quasi un mantra: porta in giro il cane quanto più puoi perchè altrimenti diventa aggressivo. Oppure se non lo fai uscire e gli fai conoscere altri cani avrai problemi quando cresce. E poi c’è la più inflazionata di tutte: fai socializzare il tuo cane. Il segreto è tutto li!

Ma il segreto di cosa? Di che stiamo parlando? Non certo di portarlo in un parco e attendere che annusi tutti i deretani degli altri cani che gli si parano di fronte (benchè siano in parecchi a credere che la socializzazione si limiti a questo).

Facciamo un minimo di chiarezza: cosa vuol dire socializzare il cane? Molto semplicemente fare in modo che il cane, attraverso una serie di esperienze, cresca senza paure! 

Quando lo dico spesso chi mi sta di fronte si fa un sorrisino e risponde che il suo cane questo problema non lo ha. Al contrario, deve trattenerlo perchè non ha paura di nulla e spesso attacca chi gli sta davanti.

Bene! Questo è un chiaro esempio di:

  • un cane non socializzato (che attacca per paura)
  • un padrone a cui andrebbe tolto il cane perchè non ha capito nulla

Un cane socializzato è esattamente l’opposto. E’ un cane che conosce ciò che gli sta attorno e non lo teme. Questo vale (deve valere) sia per il postino che per la macchina che passa, così come per il bambino in bicicletta e la vecchietta che fa jogging, il gatto del vicino e il pesce rosso della zia Maria…

Il che, è importante dirlo subito, non vuol dire che il cane da grande sarà un giocherellone con tutti, ma solo che conoscerà ciò che gli sta attorno e non si sentirà confuso o atterrito.

Se state storcendo il naso fermatevi e pensateci un attimo. Ricordate la prima volta che siete andati a spasso con il vostro amico peloso? Sono certo che non la definireste un’esperienza appagante. Tutt’altro! Probabilmente il vostro cane si sarà bloccato per strada tremante. Questo perchè non aveva mai visto e sentito determinati odori, e si trovava di punto in bianco in un ambiente che non conosceva. Man mano che le uscite sono aumentate il problema si è ridotto, e questo perchè il cane faceva esperienza. Riconosceva degli odori e aveva sempre meno bisogno di fermarsi ad annusare.

In quest’ottica il cane socializzava – a modo suo, nonostante voi – (quindi faceva conoscenza con la società) imparando a non aver paura. Lo stesso esempio lo potremmo portare per il primo viaggio in auto, le prime conoscenze con altre persone e, neanche a dirlo, con gli altri cani.

Lo scopo di socializzare un cane è quello di renderlo equilibrato, senza paura. Il problema principale è come raggiungere questo obiettivo senza traumatizzare il cane. Vediamo quindi come fare

La famiglia prima di tutto

E quando dico famiglia mi riferisco in particolare alla madre. Normalmente un cucciolo ha bisogno di tempo per imparare a fare il cane. Tutto il tempo che trascorre con la madre ed i fratelli serve a questo. Ha bisogno che la madre gli trasmetta una serie di sicurezze, di informazioni e di comportamenti che si porterà dietro.

Impedire al cane di assimilare queste informazioni per il semplice desiderio di portarlo subito a casa è nocivo per la salute del cane stesso.

La prima gita a casa

Normalmente il primo trauma il cane lo subisce nel trasporto dall’allevamento verso casa. Viene preso in bracci, messo in un trasportino e via. Cosa credete che possa provare? Sarà spaventato a morte, ritrovandosi chiuso, con odori che non conosce, senza poter vedere dove sta andando e con i rumori di una macchina che viaggia (magari anche con lo stereo acceso).

Se questo è il suo primo spostamento siamo già partiti male. Neanche è arrivato a casa e già lo abbiamo traumatizzato. Cosa fare allora? rendere il viaggio più gradevole! In primis andando piano, evitando curve strette e sballottolamenti vari. E poi, una volta arrivati, far scendere il cucciolo e farlo giocare, affinchè associ il viaggio in auto ad una bella esperienza (il gioco).

A piccoli passi per il mondo

Una volta a casa il cane dovrà socializzare con altre persone, oggetti e cani. In generale vedrà altri cani alla fine del ciclo di vaccinazioni, per cui nel primo periodo a casa dovrà familiarizzare con altre persone (di taglia e corportaura diversa), con i bambini (perchè li riconosca come tali) e con tutti gli oggetti più o meno rumorosi che avete in casa.

Se avete la fortuna di avere un parco chiuso potrete anche portarlo a spasso lì, facendo attenzione a ciò che mangia ed annusa.

Dopo il ciclo di vaccinazioni dovrà invece conoscere il mondo esterno, e questo vuol dire il rumore di biciclette, automobili, camion e qualsiasi altra cosa che potrete trovare. E’ più che naturale che il cane all’inizio si spaventerà, per cui la cosa più semplice è quella di portarlo in braccio durante la prima uscita, così che si senta sicuro (grazie a voi) che non gli possa succedere nulla. In questa fase è importante che non lo forziate.

Se lo mettete a terra e vedete che trema, si immobilizza e rifiuta di camminare non lo trascinate. E’ un momento delicato, dove non ha bisogno di forzature e non deve assolutamente associare l’uscita a qualcosa di sgradevole. Al contrario coccolatelo e riprendetelo in braccio.

Le prime amicizie

E’ abbastanza naturale che, una volta per strada, incrocerete altri cani. E qui iniziano i problemi. Se il cane fosse un adulto equilibrato sareste fortunatissimi, ma è meglio preparasi al peggio.

Un incontro con un cane che attacca il cucciolo causerà un trauma non da poco al vostro piccolo. Non parlo di un trauma fisico quanto mentale. Il cucciolo infatti potrebbe spaventarsi e decidere di non voler ripetere l’esperienza.

La cosa migliore sarebbe quella di programmare un incontro con qualche altro cane di vostra conoscenza (in linea di principio la situazione ideale è quella di avere cani diversi assieme; maschi femmine, giovani ed anziani) così da farlo impratichire con le gerarchie.

Una crescita costante

Come per qualsiasi cosa, non ci si può aspettare che, dopo aver portato una volta il cane in giro, sia automaticamente pronto. Al contario, la crescita (specie quando cucciolo) è di sicuro veloce perchè non ha subìto traumi, ma necessita di tempo e costanza.

Man mano che farà esperienze sarà sempre più pronto a fronteggiare ciò che ha di fronte, e sempre più equilibrato.

Vale ovviamente l’adagio: a ognuno il proprio tempo. Non basate le vostre aspettative sui racconti degli altri (o sulle leggende metropolitane) ma unicamente sull’esperienza diretta. Osservate ad ogni uscita quel che il vostro cane fa e sarete in grado di determinare quanto ha appreso.

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