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Il mio cane ha paura di uscire

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Il mio cane ha paura di uscire

Abbiamo detto e ripetuto svariate volte che la passeggiata è un momento gradevole per il cane, e che non dovrebbe ridursi al semplice “lo porto fuori a fare i bisogni“. Al contrario la passeggiata rappresenta un momento magico, durante il quale il vostro amico a quattro zampe esplora il mondo e voi imparate ad osservarlo.

Inoltre uscire con il prorpio cane rappresenta un momento sociale per entrambi. Ricordate quando dicevamo che grazie ad un cane la qualità della vita migliora? Questo vale per voi, ma anche per lui che – al pari vostro – ha bisogno di vedere ed annusare altre persone.

Ciò nonostante può capitare che il vostro cane decida di fare a meno dell’uscita. Che addirittura si impunti per non accompagnarvi. Ma è normale?

Se il vostro cane non vuole uscire i motivi possono essere di svogliatezza o di paura. In entrambi i casi vanno assolutamente identificati e risolti

Abbiamo già visto che un cane – durante l’uscita – può tentare di evitare un luogo che ha associato ad  un ricordo sgradevole. In linea di principio quindi vuole uscire purchè si eviti di rivivere l’esperienza.

Ma cosa succede quando il problema è più generalizzato? quando il cane ha paura di uscire? e come si interviene?

Il tempo: un fattore cruciale!

E non intendiamo qui il tempo che ci si impiega per risolvere il problema, bensì quando si manifesta questo desiderio di restare a casa!

Quando il cucciolo arriva nel nuovo ambiente normalmente deve ancora sottoporsi ad alcune vaccinazioni, e quindi non può uscire. E’ cruciale che, una volta avuto il via libera del veterinario, si cimenti nella socializzazione della quale abbiamo parlato fino a sgolarci.

E qui iniziano i possibili problemi; se infatti non vive la socializzazione come un momento di scoperta ma come un trauma assocerà l’uscita con qualcosa di spaventoso – specie se paragonata al sicuro ambiente domestico.

Evitiamo di traumatizzarlo!

Se sono le prime vole che uscite con il vostro cucciolo è probabile che – a discapito della vostra esaltazione – sia parecchio più spaventato. Un esempio? Prima uscita con il mio Edoardo (jack Russell Terrier). Si ferma per strada, pancia a terra, trea come una foglia e non si muove più.

Perchè? semplicemente lo avevo portato in una strada pedonale troppo affollata dove, tra rumori, odori e oggetti sconosciuti, si è sentito completamente paralizzato.

Ecco allora che – almeno per le prime uscite – è bene portare il cane in un luogo che sia tranquillo. Un’area poco affollata, un parco, una strada secondaria, una spiaggia (non in estate ovviamente) dove possa vivere i nuovi stimoli che gli state mettendo di fronte come qualcosa di gradevole.

Durante queste uscite non dovrete fare nulla; dategli il tempo di esplorare con calma

Una volta che avrà associato l’uscita ad un momento gradevole, esplorativo, vedrete che sarà lui a voler uscire per divertirsi.

Problema: il cane non si diverte

Sorridete ed esultate! Se il cane si annoia il problema è di facile risoluzione. Vuol dire semplicemente (e probabilmente) che avete ridotto la passeggiata al semplice sporcare. Probabilmente fate sempre lo stesso percorso (a velocità variabile) e non apportate nessuna variazione.

Se ci pensate è abbastanza evidente che si annoia ad uscire, e se deve risolversi tutto nello “sporcare” lo farà velocemente per poi tronare a casa.

Il segreto per cambiare la situazione è quello di variare! Fategli vivere l’uscita come un’avventura; un momento bello, magari andando in un posto diverso che lo stimoli e riattivi la sua curiosità.

Ha paura e non ne vuol sapere

E qui invece entriamo in un vero e proprio problema, che va affrontato con calma e pazienza!

Se un cane ha paura di uscire è perchè, durante la fase di scoializzazione, ha vissuto male il momento dell’uscita, associandolo a qualcosa di sgradevole. Dovremo quindi scardinare questa sua convinzione e far sì che associ l’uscita a un momento stimolante e gradevole.

Cerchiamo quindi di aiutarlo a piccoli passi! Normalmente la strada più indicata da percorrere è quella che ci vede da spalla del nostro amico. Dobbiamo sostenerlo e fargli capire che il mondo esterno non è un posto pericoloso, ma un luogo ricco di stimoli positivi.

In che modo? Inizalmente con il gioco. Andando in un’area controllata dove potremo fargli associare l’esterno con qualcosa di gradevole. Qui sarà essenziale la nostra presenza, che fungerà da stampella psicologia. Man mano (e sempre con pazienza) tenderà ad associare l’sucita con qualcosa di piacevole.

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