Cani antibracconaggio

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Cani antibracconaggio

Esiste una sorta di “giustizia romantica” se si pensa che siano gli stessi animali, opportunamente educati, a mettere i bastoni tra le ruote ai bracconieri.

E’ quello che si propone la Scuola di Alta Formazione Antibracconaggio, che ha istituito un corso che vede come studenti 3 Labrador e 6 pastori belga Malinois. Il loro compito sarà quello di fiutare i bocconi avvelenati che i bracconieri lasciano per i lupi o per altra selvaggina (eh si, fanno anche questo), seguirne le tracce fino ad individuarne l’abitazione.

Ma non solo! Perchè la lotta al bracconaggio non si ferma a contrastare l’esecutore materiale della caccia di frodo, ma deve raggiungere anche il committente, ed infatti un altro dei compiti di questi cani sarà quello di fiutare la selvaggina proibita all’interno delle cucine dei ristoranti.

Questi primi 9 esemplari supporteranno i Carabinieri della forestale, ed hanno già dato prova delle loro capacità attraverso alcune prove pratiche.

Ma come si educano? Serena Donnini, giudice ENCI, spiega che

le tecniche specializzate messe in atto dalle unità cinofile sono tre: tracking (rilevare e seguire la pista di calpestamento), trailing (rilevare e seguire la traccia) e detection (ricercare, rilevare e segnalare sostanze organiche e inorganiche), integrate in pool di vigilanza volontaria. Questi cani sono così in grado di riconoscere l’odore delle diverse specie protette, seguirne le tracce e consentire un intervento delle forze dell’ordine

Purtroppo il fenomeno del bracconaggio ha raggiunto dei livelli molto elevati, e la risposta voluta da Lega Ambiente, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, in partnership con l’Ente Nazionale per la Cinofilia Italiana (Enci) e Almo nature, con il patrocinio della Federazione Italiana Parchi e Riserve naturali, mira proprio a scoraggiare questa attività fraudolenta.

Ciò che preme sottolineare è la cooperazione trasversale tra diverse realtà. Proprio questo desiderio di collaborazione rappresenta la risposta più importante al fenomeno; le diverse entità hanno capito che insieme possono realmente fare la differenza, e come dice il Generale Antonio Ricciardi

E’ una piaga che ci riguarda tutti, con criteri diversi a seconda delle competenze, e anche questo corso è figlio del Piano Nazionale Antibracconaggio che porta ad una consapevolezza dell’importanza di una collaborazione trasversale, perché tutti insieme siamo l’esercito dell’antibracconaggio

Se l’esperimento dovesse andare a buon fine è facile immaginare le possibilità di ampliamento di questa attività anche in ambito metropolitano. Un cane in grado di scovare bocconi avvelenati (altra pratica barbara che sta prendendo sempre più piede) sarebbe un sostanziale aiuto per tutti gli amanti cinofili.

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