Cani famosi: Balto

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Cani famosi: Balto

La storia di Balto è datata tra le due Guerre Mondiali, un periodo durante il quale il sacriifcio e l’altruismo venivano esaltati per sorreggere popolazioni stanche, sfiduciate, che avevano bisogno di aggrapparsi a qualcosa in cui credere.

Chi era Balto?

Balto era un Siberian Husky, di colore bianco e nero, nato in Alaska nella città di Nome.

Leonhard Seppala, il suo allevatore, lo valutò un buon esemplare ma non eccelso. Rispetto agli altri cani della stessa razza pesava di più ed era più muscoloso, e questo equivaleva a dire che non poteva essere considerato un leader da slitta, tanto che a sei mesi venne castrato.

Trascorse la prima parte della sua vita come membro di un equipaggio da traino, il cui compito era quello di trasportare vettovaglie ai minatori. Nonostante fosse attento e capace non veniva considerato come un cane eccellente, ma come un semplice gregario, tanto che non gli venne mai dato il ruolo di leader.

Cosa avvenne?

Il 19 Gennaio del 1925 diversi bambini Inuit vennero colpiti da difterite, cogliendo impreparati tutti.

Le scorte, che erano terminate durante l’estate, non erano state rimpinguate nonostante le richieste, e a causa del ritardo nella diagnosi del male e l’assenza del’antitossina rischiavano di causare una vera epidemia.

Nome, la città dove la difterite si stava diffondendo, venne messa in quarantena, e venne ordinato un quantitativo di antitossina per far fronte al problema.

La città più vicina a poter fornire l’antitossina era Anchorage, a 1.700 km di distanza da Nome, e neanche collegata direttamente. La ferrovia infatti copriva i primi 700 km, e a causa del tempo il trasporto aereo o navale non era da prendere in considerazione per le condizioni climatiche proibitive.

L’impresa che lo rese un eroe

La decisione che venne presa fu quella di effettuare il trasporto via terra, con le slitte, allo stesso modo della posta.

Venne organizzata una staffetta con 20 mute di cani che avrebbero trasportato il siero da Nenana a Nome. La corsa venne aperta da Edgar Bill Shannon, e subito dopo la partenza una tormenta di ghiaccio e neve si abbattè sula zona, facendo calare le temperatire a -50°C e spingendo il vento a raffiche di 75km/h.

L’ultimo tratto della staffetta doveva essere coperto da Balto e dalla controparte umana Gunnar Kaasen. A causa della completa impossibilità di vedere la strada Kaasen stava per abbandonare, e fu proprio Balto, che conosceva la strada, a riuscire ad orientarsi e a completare il trasporto.

In totale il siero venne trasportato per 674 miglia in circa 5 giorni, e considerando le condizioni proibitive del tempo fu un vero miracolo se si pensa che i normali corrieri impiegavano 25 giorni.

Le celebrazioni

Balto, che aveva terminato la corsa, venne celebrato con un cortometraggio e con una statua creata dal noto scultore Frederick George Roth ed eretta nel Central Park di New York. Insieme a Kaasen venne invitato ad un tour celebrativo negli Stati Uniti, seguito poco dopo da Seppala e da Togo, il cane con il quale era stata effettuata la parte più difficile e pericolosa della traversata (tanto che venne loro riconosciuto ufficialmente, anche grazie a Roald Amudsen, noto esploratore).

Nel 1995 la storia venne ripresa in un film di animazione prodotto da Steven Spielberg.

Il declino e la morte

Balto morì all’età di 14 anni. Soffriva di artrite ed era quasi cieco e sordo.

Venne addormentato, per alleviare le sofferenze, dal veterinario R.R. Powell.

Il corpo venne preso da un tassidermista ed è adesso esposto nel Museo di Storia Naturale di Cleveland.

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