Svuotare i canili: un progetto che funziona

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Svuotare i canili: un progetto che funziona

Uno dei desideri delle amministrazioni comunali è quello di scongiurare il randagismo, il che equivarrebbe a dire svuotare i canili, che spesso gravano sulle spese e causano enormi problemi di cotrollo e affidabilità sul territorio.

Ebbene, sembra che una soluzione esista! E’ stata ideata da Francesca Toto, viestana, e messa in pratica con risultati sorprendenti dal gruppo di volontari della Lega Nazionale per la difesa del cane. In sette anni ha visto praticamente svuotare i canili, azzerare il fenomeno del randagismo e avere un incremento dello sviluppo turistico.

Ma in cosa consiste di preciso?

Si tratta di prendere atto che il canile non è la soluzione per combattere il randagismo, e di conseguenza deve essere scartata. L’associazione mentale canile/cane problematico è troppo radicata per poter essere estirpata dal pensiero comune. Inoltre il costo di un canile grava normalmente sull’amministrazione, e quindi è spesso una voce di spesa che viene ridotta con conseguenza drammatiche. Inoltre, e non per ultima, gli “ospiti” del canile non hanno la possibilità di vivere una vita serena o di mostrarsi al meglio ad un eventuale famiglia.

La soluzione ideata da Francesca è stata quella di bypassare completamente la struttura canile e di considerare i cani come una risorsa, che poteva essere utilizzata socialmente. Ecco allora che i piccoli ospiti del canile vengono ospitati inizialmente nei canili sanitari pubblici, dove vengono microchippati e sterilizzati. Una volta assicurata la loro identità e buona salute possono essere introdotti in una delle strutture che hanno dato la loro disponibilità a tenerli, come locali commerciali e famiglie, in attesa di un’adozione.

Non solo! Molti di questi cani vengono usati per la pet-therapy (come ha fatto il GAL Gargano – Gruppo di Azione Locale) così da valorizzare il rapporto uomo-animale.

Questo approccio porta in se notevoli benefici. Basti pensare che Vieste è diventata una città “animal friedly” e ne sta beneficiando l’intera comunità, che vede un incremento del turismo grazie a strutture create appositamente. E proprio pensando alle strutture i vecchi canili possono essere convertiti in Oasi animaliste, dove poter lasciare i cani in pensione, o portarli a socializzare.

Il progetto è stato presentato al Campidoglio ieri, 15 Febbario 2018, e ci auguriamo che venga promosso su tutto il territorio.

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