8 bugie sull’educazione del cane

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8 bugie sull’educazione del cane

In passato abbiamo parlato dei falsi miti, specie per quel che riguarda la fase di scelta di un cane. Falsi miti sui cani adottati in canile, sul carattere ed il comportamento, sul cibo.. tanto per citarne alcuni. Sono le classiche leggende metropolitane, che rendono la vita dei cinofili sempre più difficile in quanto anche chi non ha mai avuto un cane si sente in dovere di dire la sua.

Insomma: un proliferare di ignoranza che prende le mosse dal “ho sentito dire” per pasare al “dicono che…”

Ma quali rientrano nella top ten? Quali sono quelli in assoluto i falsi miti più diffusi? Vediamoli insieme.

Educare un cane richiede molto tempo

La frase tipo di chi il cane non lo ha. Chi al contrario è il padrone di un cane (indipendentemente dalla razza) sa che non è assolutamente così.

In primis perchè trascorrere del tempo con il proprio cane è un piacere, e in quel tempo capita che gli si insegni qualcosa anche solo nei ritagli di tempo.

Inoltre, a patto di avere un metodo, educare un cane ad un qualsiasi esercizio richiede pochissimo tempo, purchè sia di qualità.

Ogni cane ha un solo padrone

E gli esseri umani sono monogami (è quello che mi viene da dire per completare la frase).

Anche questa è un’idiozia. Il cane è un animale sociale, ed in quanto appartenente ad un branco la sua necessità è quella di capire la posizione che occupa all’interno del branco stesso. Quindi è probabile che ci saranno altri esseri umani “gerarchicamente” sopra di lui.

Per quale motivo l’educazione dovrebbe essere impartita soltanto da uno degli umani?

Per educare un cane bisogna portarlo ad una scuola di educazione

Un tempo non esistevano, ed i cani venivano educati lo stesso. Perchè adesso dovrebbe essere differente?

Il problema principale non risiede nel cane, ma nella scarsa volontà del padrone di informarsi e capire cosa fare, come e perchè.

Basta cercare sul web per trovare metodi per insegnare al cane qualsiasi cosa, ed anche noi abbiamo messo a punto dei corsi specifici ed una “scaletta” per fare in modo che si acquisisca un metodo ed un percorso.

L’educatore bravo si paga (salato)

Altra verità discutibile. Di che tipo di educatore parliamo? Se intendiamo un veterinario comportamentalista, che ci aiuti a risolvere un problema specifico, allora può avere un costo (che comunque non è proibitivo).

Se invece si pensa al classico educatore, allora vale quanto detto prima: ad educare il cane deve essere il padrone. Quindi il mito cade clamorosamente.

Il metodo del rinforzo positivo è l’unico possibile

Ed ora arrivano le critiche. Già lo so. Ma lasciatemi chiarire il concetto.

Sono assolutamente favorevole al metodo gentile. Sono profondamente convinto che un cane motivato lavori (ed apprenda) meglio di un cane spaventato. Ma non sempre il rinforzo positivo è la soluzione corretta!

Se il cane ha un problema, o necessita di essere corretto a causa di un attteggiamento errato che ha assunto, non si può ricorrere al rinforzo positivo. Al contrario, il padrone deve avere l’attenzione e la sensibilità per individuare il problema e porre rimedio. Il che non vuol dire che deve urlare verso il proprio cane (anche perchè abbiamo parlato dei problemi che causa) ma solo che deve servirsi di approcci diversi dal premio.

I cani adulti non possono essere educati

Quando la sento, per qualche associazione mentale (che conosco fin troppo bene) mi viene da pensare che chi lo dice probabilmente non ha più una propria attività mentale autonoma ma che viva di stereotipi.

Cosa dovrebbe impedire ad un cane adulto di apprendere? Esiste forse una “data di scadenza” per imparare? Ovvio che no!

Il problema è cosa vogliamo insegnare al cane. Se un gioco oppure correggere un comportamento acquisito. Mi sembra scontato che insegnare un gioco sarà molto più semplice rispetto a lavorare per modificare un comportamento errato.

Quale che sia il proposito, nulla è impossibile a patto che ci sia da parte del padrone la disponibilità e la pazienza per iniziare!

Insegnare ai cani piccoli è più semplice

Provate con il mio Jack Russell e poi ne riparliamo!

Ogni cane – ogni razza – ha delle peculiarità proprie. Un lagotto romagnolo sarà più portato alla ricerca, un labrador retriever al riporto e così via. Questo non vuol dire che non possa imparare altro, solo che in prima battuta si cerca sempre di educare il cane sulla base delle caratteristiche di razza.

La realtà è che spesso si pensa al cane grande come più testardo quando invece è solo una questione di metodo.

Un cane dispettoso è stupido

Altro mito, che in più colpevolizza il cane e non il padrone incapace di insegnare in maniera degna.

Inoltre se si pensa che il cane fa dei dispetti è logico dedurre che sia intelligente! Come potrebbe altrimenti identificare cosa ci fa arrabbiare?

Questi sono solo alcune dei falsi miti sull’educazione del cane, ma ce ne sono innumerevoli? Ne abbiamo dimenticato qualcuno? Segnalatecelo!

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